FASE°BETA

-Italian Pop Rock Band-

25 maggio 2006

Problema cover band...

Ecco pubblicato (per adesso solo sul blog, poi chissà...) il primo articolo di Max.
Leggetelo ed esponete i vostri preziosi giudizi.


AAA Gruppi Emergenti cercasi...
Quando il musicista diventa una prostituta.


Inviare demo, biografia con foto del gruppo, scheda tecnica e stage plan presso... .
Quante volte questo stuzzicante invito si è poi concluso con la retorica e provocatoria frase: “Mi spiace, ma cercavamo una cover band, comunque lasciami pure il tuo numero, magari…”
Fenomeno in crescita quello delle cover band, divenuto in questi anni un passaggio quasi obbligatorio per gran parte di quei giovani che decidono di formare un gruppo musicale.
Costretti purtroppo per potersi esibire davanti ad un pubblico a sottomettersi alle squallide regole dei gestori di locali, di improvvisate direzioni artistiche e di addetti ai lavori (peraltro per niente competenti nella maggior parte dei casi) i quali ricercano esclusivamente formazioni il cui concerto preveda in scaletta brani di artisti affermati, possibilmente l’ever green, o comunque il pezzo che da settimane viene proposto dai palinsesti delle trasmissioni radiofoniche e dai programmi televisivi di settore.
Ma come si può pretendere di valorizzare i giovani, di rispettarne le idee e le emozioni, di dar loro una voce senza offrire delle opportunità?
Opportunità certo. Parola importante questa, spesso citata in molti discorsi politici durante la propaganda elettorale o in qualche festa di partito, proprio perché nella sua migliore accezione significa offrire, dare, e a questo buonismo ipocrita e falso fa sempre piacere credere.
E se a farne le spese fossero i nostri giovani, saremmo disposti ad accettare le regole del gioco?
C’è da capire ovviamente chi invece da questa situazione ne trae un notevole profitto e non ha alcun minimo interesse affinché tutto ciò possa finire. Si prenda ad esempio in considerazione l’artigiano, l’artista che nella realizzazione di un prodotto o di un’opera d’arte trascina se stesso e tutto ciò lo circonda, la propria esperienza, passione e conoscenza affinché il suo operato risulti unico nel suo genere. Quello stesso prodotto viene poi realizzato sfruttando manodopera a basso prezzo e con materiali scadenti, facendo si che il prodotto finito abbia un costo di molto inferiore rispetto alla nostra produzione, distruggendo inevitabilmente le opportunità lavorative dell’artigiano. I sogni dell’artista.
La soluzione, per un solo istante, per un solo breve ma infinito momento, sembra possibile. Farsi sentire, imporsi contro i vari contest organizzati, contro chi richiede esclusivamente cover band, avere la presunzione di farsi ascoltare gridando se necessario, consapevoli del fatto che non è possibile rimanere indifferenti ad un simile pericolo, almeno per chi ama “vivere” o lavora nel mondo delle sette note.
La prospettiva di un futuro dove le idee vengono messe a tacere per arricchire le tasche di chi apparentemente sembra l’”eroe”, dell’ignorante in materia al quale non interessa niente di promuovere i giovani musicisti, ma esclusivamente il suo locale, dovrebbe far riflettere. Anche se tutto questo, un semplice articolo, purtroppo non può certo bastare.



Massimiliano Lunardi

1 Comments:

  • At maggio 26, 2006 10:56 AM, Anonymous Anonimo said…

    Hai reso giustizia ai VERI musicisti e l'articolo merita proprio di essere pubblicato! GRANDE MASSY!!!!

     

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